Art Marginem Concept Room

Art Marginem Concept Room
Battiti
Alluminio
cm 100 x 20 x 10
Tel: +393292961102
Tel: +393292961102
Artisti
Mail: artmarginem@hotmail.com
Mail: artmarginem@hotmail.com
NATALIA LUBOMIRSKI
Nel 2008 scopre per caso la sua passione per l'argilla.
Un incontro fortuito che ha segnato l'inizio di un viaggio creativo sorprendente. Sin dai primi momenti, ha avvertito un'affinità profonda con questo materiale, quasi come se avesse già conosciuto l'arte della scultura.
Si appassiona al Raku, tecnica di cottura delle ceramiche giapponesi, nata in sintonia con lo spirito zen e in grado di esaltare l'armonia delle piccole cose e la bellezza nella semplicità e naturalezza delle forme.
In breve tempo, ha cominciato a creare opere che nascono da un impulso istintivo, riflettendo la sua singolare visione artistica e la sua connessione con la musica d’arpa, che funge da ineguagliabile fonte di ispirazione. L’opera di quest'artista, autodidatta, si distingue per un effervescente slancio musicale che permea quasi tutte le sue sculture, trasformando ogni pezzo in una sinfonia visiva.
La sua abilità innata di unire forma e melodie la rende un'artista unica nel panorama contemporaneo. Oggi, le sue opere sono apprezzate per la loro bellezza e il loro profondo significato, lasciando un’impronta duratura nel cuore di chi le osserva.
Ha esposto a Berlino e Milano.

© 2024 Art Marginem Concept Room
Attività in programma
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Speranza
Ceramica raku (2021)
Mostra di Giuseppe Guerrera
Stati d'animo
Presentazione Lunedì 13 aprile 2026, ore 18.30
Via Walter Tobagi 13, angolo via Olgiati, Milano, 20143
La mostra resterà aperta dal 13 al 19 aprile 2026, dalle 10.00 alle 20.00
La mostra farà parte del programma della Milano Art Week 2026
Info
348 3339432


Uomo dormiente
Ceramica raku (2025)




Attività svolte
GIUSEPPE GUERRERA
Le sculture di Giuseppe Guerrera si caratterizzano per l’interpretazione di temi contemporanei e l’uso sperimentale di materiali tradizionali come il gesso, l’argilla, la foglia d’argento acidata, lo smalto.
Autodidatta, ha praticato per molto tempo il progetto di architettura, tenendo un rapporto costante con gli artisti e il mondo dell’arte contemporanea.
La scelta di utilizzare medium tradizionali e riferimenti contemporanei quali Consagra, Bacon, Schiele, Fontana, è dovuta ad un’idea di espressione artistica che possa comunicare direttamente con il fruitore, attraverso la drammatizzazione della figura umana.
Ha esposto a Favara e Palermo
Mostra di Cinzia Fantozzi
In altalena con Lilith
Giovedì 12 Marzo, ore 18.30, presentazione del catalogo delle opere
A cura di Luciano Bolzoni
Via Walter Tobagi 13, angolo via Olgiati, Milano, 20143
La mostra resterà aperta dal 12 al 20 Marzo 2026
Visite su appuntamento
Info
329 2061102 - 333 7979190


La partigiana
Terracotta, foglia d’argento acidata, 2025
cm 46x173x22
CINZIA FANTOZZI
Dopo il diploma consegue la qualifica di Designer d’interni presso la Scuola d’Arte Cova. Da sempre appassionata d’arte prosegue frequentando vari corsi fino ad incontrare la modellazione dell’argilla ed in particolare la tecnica Raku di cui si innamora.
Attualmente tiene corsi di questa tecnica proseguendo con la scultura, la ricerca e sperimentazione del colore e misurandosi anche con le molteplici tecniche che la versatilità della ceramica consente; negli ultimi anni ha iniziato a cimentarsi anche con la scultura su pietra.
Tematica della sua produzione l’universo femminile oggi più che mai alla ricerca di un’affermazione. Le donne abituate da sempre a lavorare il doppio per conquistare la metà dei riconoscimenti vivono in equilibrio precario fra l’organizzazione familiare e la conquista di una posizione nel mondo lavorativo, spesso divorate dai sensi di colpa. Femminee crisalidi avvolte ancora nel loro bozzolo, aspiranti farfalle, certe però della metamorfosi. Crisalide dal greco Chrusòs significa oro e come oro le donne risplendono anche se per molte di loro non esiste ancora la libertà di scelta

Il viaggio-
Ceramica Raku (2014)
cm38x20x18

Femminea crisalide - Abbraccio -
Ceramica Raku (2016 )
cm11x11x15
CHIARA PELLEGRINI
Vivo e nasco a Milano il 2-10-1975. Studio chitarra alla Scuola Civica di Corsico e mi diplomo in scultura all’ Accademia di Belle Arti di Brera con una tesi sul Gioco e B. Munari; inizio a collaborare con lo scultore M. Baldessari, in seguito conseguo un Master post-laurea in “Light design” con uno stage presso Studio Azzurro. Mi avvicino al corpo, facendo teatro alla scuola dell'Arsenale di Milano con Aida Kuniaki. Canto in un coro di musica polifonica. Ho lavorato come scenografa per allestimenti teatrali e gallerie d'arte. Ho collaborato a progetti artistici collettivi tra cui: la Stecca 3.0, il Collettivo Immaginariesplorazioni, il Bosco di Sculture della Goccia e l’associazione Parco Segantini.
Dal 2002 affianco al mio lavoro da artista a quello di scultrice in aziende per cui realizzo prototipi di manichini per moda e design.
L’arte è un luogo di ricerca, uno spazio liminale.
Per questo mi piace lavorare a/sul confine: del linguaggio, del corpo, del territorio, esplorare nuovi materiali e lasciare che i miei metodi cambino in base all'ambiente e alle persone con cui mi trovo a interagire.
Negli ultimi anni ho realizzato opere pubbliche e progetti riguardanti la tutela “dell’Ambiente Naturale” e del territorio, ideato e curato Légàmi- Arte in Val di Vara: Festival artistico multidisciplinarenell’entroterra Ligure.

Battiti
Alluminio (2025)
cm 100 x 20 x 10

Corpi celesti. Istallazione scultorea da
indossare a dimensione variabile
Cartalana, colla (2023)
CINZIA GIUSTIZIERI
Da 30 anni pratica l'arte del mosaico, una tecnica che la affascina così tanto che la porta a sperimentare e ad accostare alla pittura, un'esplorazione artistica dove mille sfaccettature, evocano effetti emozionali e suggestivi.
Collabora con un'azienda di import/export di mosaico, a un progetto per la villa di un noto stilista.
Il suo percorso artistico si evolve man mano, partecipando a diversi eventi importanti.
Nel 2025, realizza un brand d'arte/fashion denominato KYZ/\ICO, dove le sue Opere Catalogate, vengono dipinte a mano su accessori fashion e non solo.
Ha esposto alla Biennale di Milano 2019, in Brera, alla Fabbrica del Vapore nel 2014 e presente sul Cam Mondadori n.58

Luce
Mosaico su tavola: vetro opale, pasta vitrea, olio e acrilico.
cm 50x70

Nebulosa in Galassia
Mosaico su tavola , vetro opale, azulejos, acrilico.
cm 80x60
ADRIANO POMPA
Adriano Pompa, nato a Roma nel 1965, è un poliedrico artista con una vasta gamma di talenti spaziando nel campo della pittura, della scultura e dell’incisione. Figlio d’arte, ha coltivato la sua passione artistica sotto la guida del padre Gaetano Pompa, rinomato pittore e scultore. Dopo aver trascorso anni a perfezionare le sue tecniche artistiche presso gli studi di Roma e Milano, ha consolidato la sua presenza nel mondo dell’arte contemporanea. Cofondatore dell’Associazione Culturale Art Marginem, ha partecipato a numerose mostre collettive e personali in tutta Italia, guadagnandosi il plauso di critici d’arte come Raffaele De Grada e Vittorio Sgarbi, Philipp Daverio e Andrea Tinterri. La sua ricerca artistica continua a evolversi, spaziando dalla pittura e il disegno alla scultura in terracotta e bronzo, mantenendo sempre una riconoscibile originalità nella sua espressione artistica.

Bacco vincitore
terracotta invetriata (2020)
cm 30 x 25 x 58

Composizione 23
tecnica mista su tela, trittico (2026 )
cm285 x 100
RUBEN GARZANTI
Ruben è nato nel 1991 a Milano, dove vive.
Cresce in un ambiente artistico stimolante e manifesta precocemente la sua profonda inclinazione per l’arte.
Dopo il liceo artistico si avvicina all’incisione sotto la guida di Sara Montani e del maestro Togo e scopre il proprio segno distintivo.
Segue lezioni di pittura e scultura in Brera e a questo affianca la scuola di teatro Faro Teatrale.
Nel tempo Ruben espande e affina la sua ricerca fino ad identificare nella pittura e nella recitazione i suoi strumenti espressivi più congeniali, con i quali continua a confrontarsi.
Realizza opere di grandi dimensioni utilizzando sia colori ad olio che acrilici; la ricerca sul colore diventa preponderante così come l’uso di materiali che permettono alle linee di appropriarsi della tridimensionalità.
Negli ultimi anni utilizza come supporto prevalente la carta.
Ruben è custode di un segno grafico molto potente, in continuo rinnovamento e metamorfosi; attraverso colore e segno le emozioni prendono forma sulle tele in un continuo dialogo espressivo tra inconscio e razionalità. Le sue opere creano un forte impatto emotivo nell’osservatore stimolandone coinvolgimento e riflessione.
Ha esposto in diverse mostre collettive a Milano e ha tenuto la sua prima personale nel 2025 presso Art Marginem Concept Room.

Senza titolo
tecnica mista (stucco, acrilico, gocciolature) su tavola (2016 )
cm 100x70

Senza titolo
acrilico su tela (2025
cm 50x35
FRANCESCO BIONDO
Il mio processo artistico inizia spesso con un tracciato grafico che organizza lo spazio, creando una composizione libera tramite linee che suddividono la superficie, suggeriscono forme e prefigurano tridimensionalità. Successivamente intervengo con il colore, principalmente acrilico, applicato in modo espressionista, più spesso con la spatola. Preferisco inoltre lavorare su superfici rigide, come l'MDF, che offrono una maggiore resistenza. Inserti materici e segni di scrittura integrano poi, spesso, il lavoro.
Dipingo perché la pittura è un modo esteticamente efficace per dare forma a sentimenti e pensieri, ad esperienze personali e visioni. Ad ispirarmi è spesso un episodio, una data storica oppure il ritrovamento di un frammento.
Il messaggio è variegato, ma idee e concetti predominano rispetto alle emozioni personali. Temi come la preservazione della memoria e la necessità del recupero sono tra i più costanti, e le opere fungono spesso da strumenti di riflessione sociale o denuncia. Anche nei casi di messaggi più espliciti, rimane comunque spazio per la libera interpretazione dello spettatore.
Anche le influenze sono delle più diversificate. Tra tutte: gli espressionisti, l’astrattismo organico, la poesia visiva, l’arte povera.

Quattro studi per creature d'acqua e terre antiche (polittico)
acrilico su mdf, con inserti materici (vetri levigati, legni di mare, elementi raccolti) 2025
cm 40x40 (20x20 ciascuno)

É una finestra aperta, una finestra che manca
acrilico, corteccia e ferro su mdf , 2016
cm 90x138x15